La chiesetta è menzionata per la prima volta in un documento del 24 febbraio 1319, suggerendo la presenza di un edificio cultuale già all’epoca, sebbene la costruzione attuale risalga al XV secolo. Un documento successivo, datato 11 maggio 1534, la cita nuovamente. La sacrestia fu aggiunta intorno al 1750 e, nel XIX secolo, il campanile a vela venne demolito e sostituito da una torre campanaria. Occupata dai militari durante la prima guerra mondiale, fu restaurata nel 1919 e, dopo i danni del terremoto del 1976, fu consolidata.
La chiesa ha una pianta rettangolare, con un presbiterio sopraelevato e un soffitto a capriate a vista. La facciata, semplice, presenta un oculo e un portico a tre falde con un’apertura ad arco a destra. L’interno è caratterizzato da pareti piane, una bifora ogivale e una pavimentazione in lastre di pietra locale.